118 Verona
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BLSD — Basic Life Support & Defibrillation

Si calcola che i casi di arresto cardiaco in Italia siano circa 160.000 per anno dovuti a malattie cardiovascolari ed, in particolare, ad attacco cardiaco. La morte improvvisa fuori ospedale rappresenta inoltre il 91% di tutte le morti improvvise. Dopo 5 minuti dall'arresto cardiaco e senza alcun intervento inizia un danno cerebrale che diventa, dopo 10 minuti, praticamente irreversibile. Per questo è importante che ogni cittadino sia addestrato oltre che ad attivare il sistema di emergenza (118), ad iniziare la semplice manovra della Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) sotto la guida telefonica degli infermieri della Centrale Operativa 118, per aumentare la percentuale di sopravvivenza.

Ogni anno inoltre in Italia 160.000 persone vengono colpite da attacco cardiaco, una ogni 3-4 minuti. Circa 40.000 non sopravvivono e di queste 26.000 muoiono prima di raggiungere l'ospedale, in più della metà dei casi per arresto cardiaco. In tutti i paesi più avanzati dal 1960 sono in atto programmi standardizzati per l'addestramento alla RCP anche dei "laici", divenuti indispensabili dalla introduzione dei defibrillatori in grado di ripristinare un regolare ritmo cardiaco nella maggior parte dei casi di fibrillazione ventricolare, l'aritmia fatale che è quasi sempre alla base dell'arresto cardiaco. Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia: il 44% dei decessi registrati nel nostro Paese negli ultimi anni è causato da tali patologie. Ogni minuto di ritardo prima che venga dato lo shock elettrico riduce del 7-10% la sopravvivenza. Quanto prima la vittima riceve la 1° scarica/defibrillazione, tanto migliore sarà il risultato possibile. In attesa del defibrillatore è utile avviare la Rianimazione Cardiopolmonare. Il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) è un apparecchio in grado di riconoscere autonomamente un ritmo cardiaco che richiede di intervenire con uno shock elettrico per evitare o risolvere l'arresto cardiaco. E' in grado di guidare l'operatore con istruzioni vocali relative alla posizione delle placche e a premere il pulsante per la scarica elettrica. Il DAE è infatti concepito per intervenire su vittime di arresto cardiaco, proprio per questo prive di coscienza, di respiro e di segni di circolo. Lo possono usare anche "operatori non sanitari" purchè addestrati tramite un corso teorico-pratico di 5 ore, autorizzati e coordinati dal Sistema di Emergenza 1-1-8. Il certificato ha una durata annuale. Allo scadere della validità è previsto un retraining. Molteplici sono sul territorio i progetti di formazione di personale laico con il fine di "SALVARE PIU' VITE POSSIBILI".

PTC — Prehospital Trauma Care

Negli ultimi anni in tutto il mondo è stato compiuto un immenso sforzo per limitare le conseguenze dei traumi e ridurne l'incidenza, attraverso manovre di prevenzione e migliorando l'organizzazione del soccorso sanitario.

Ciò nonostante, il trauma continua ad essere la principale causa di morte e d'invalidità per la popolazione al di sotto dei 45 anni di età. L'obiettivo di questo corso è fornire strumenti per comprendere il fenomeno trauma ed acquisire/migliorare il livello di competenza dei professionisti coinvolti nella gestione dei traumatizzati nella fase preospedaliera.

Poiché è noto che le azioni terapeutiche che hanno la maggiore influenza sugli esiti sono quelle messe in atto a brevissima distanza dall'evento traumatico, è indispensabile che un adeguato supporto vitale sia garantito già nella fase preospedaliera, soprattutto quando i tempi di trasferimento dal terreno alla struttura ospedaliera sono lunghi. Siccome in molti casi gli esiti sfavorevoli sono dovuti a lesioni potenzialmente trattabili come pneumotorace iperteso, emorragie e ipo/anossia, gli interventi di supporto vitale sul terreno, purchè condotti con competenza e professionalità, sono cruciali per ridurre il danno secondario. In presenza di qualsiasi tipo di trauma, l'obiettivo del soccorso preospedaliero è dunque di far giungere il traumatizzato nel minor tempo possibile all'ospedale più adatto per lui, ma di far sì che ci arrivi vivo e nelle migliori condizioni possibili.

Perché l'intervento sanitario comporti dei vantaggi, il personale che interviene sul terreno deve avere assoluta padronanza di tutte le manovre previste. Si tratta pertanto di definire una strategia generale per il soccorso preospedaliero al traumatizzato, che tenga conto di tutte le premesse considerate finora, sia di carattere clinico che epidemiologico.

Da questa considerazione nasce l'esigenza di sviluppare una metodica di approccio e trattamento del paziente traumatizzato in fase preospedaliera, basata sulle migliori evidenze disponibili e adatta alla realtà nazionale.

Lo scopo del corso Prehospital Trauma Care di Italian Resuscitation Council è affrontare la tematica del soccorso preospedaliero facendo riferimento appunto ad una situazione, quella italiana, che nella maggior parte delle regioni prevede l'intervento sulla scena di personale con competenze disomogenee. La filosofia di intervento proposta si concretizza in linee guida adeguate alla situazione operativa reale, la cui applicazione è modulabile secondo i diversi livelli di competenza degli operatori. L'impostazione prevede uno schema univoco, indipendente dalla qualifica e dal livello di competenza dei soccorritori. Se il metodo generale di approccio è il medesimo per ogni operatore, i contenuti di tipo clinico-assistenziale relativi alla fase di trattamento si modificano a seconda delle competenze dei soccorritori. L'applicazione delle tecniche di soccorso avviene pertanto in maniera scalare, tenendo conto del livello professionale e di training specifico dei soccorritori: ogni operatore deve eseguire sul terreno solo le manovre di cui ha reale esperienze e per le quali è stato addestrato.

Per questo le linee-guida PTC prevedono che, qualora l'operatore non sia in grado di eseguire tutte le manovre avanzate che sarebbero scientificamente indicate, possa optare per scelte meno complesse, che possono risultare temporaneamente altrettanto efficaci per limitare il danno secondario, attivando successivamente ogni risorsa disponibile (rapido indirizzamento a un centro ospedaliero o attivazione di rendez-vous con altra équipe di soccorso in grado di eseguire le manovre necessarie) affinché la stabilizzazione definitiva avvenga al più presto e nel modo migliore.

È importante tenere sempre presente che il Corso PTC ha un obiettivo di tipo esclusivamente culturale e pertanto si colloca in un contesto organizzativo "ideale" senza tenere necessariamente conto dei limiti imposti dalle realtà organizzative locali e dalle attribuzioni di competenze legate a rigidi mansionari piuttosto che al risultato di processi di formazione.

In questo senso ha l'aspirazione di fornire a chi opera all'interno di sistemi "in divenire" elementi per poter contribuire a offrire una spinta "dal basso" verso il miglioramento attraverso la cultura e la consapevolezza degli operatori.

Corsi D. Lgs. 81/08 ex 388/03

Obiettivi: Il D. Lgs. 388/03 prevede l'obbligatorietà di formare personale già all'interno dell'azienda sulle tematiche della sicurezza. I discenti acquisiranno nozioni sull'allertamento del sistema d'emergenza e su infortuni e patologie specifiche in ambiente di lavoro. Solo corsi completi minimo 20 persone

Corsi di Primo Soccorso per Istituti Scolastici

Obiettivi: Cos'è il 118, a che cosa serve il 118, quando chiamare il 118, che informazioni dare al 118. Cosa fare e come comportarsi in una situazione d'emergenza sanitaria.

Educazione Stradale

FINALITA’

Il progetto si propone come strumento utile a sensibilizzare i cittadini sui rischi derivanti dalla circolazione stradale, con particolare riguardo agli incidenti stradali correlati all’abuso di alcol e all’assunzione di sostanze stupefacenti.

A CHI E’ RIVOLTO

A tutta la popolazione, ma con particolare attenzione alla famiglia, i cui componenti affrontano “la strada” senza conoscerne a fondo le insidie. 

METODO EDUCATIVO

Il progetto mira a far percepire la realtà esterna tramite l’illustrazione di foto e video di una serie incidenti stradali accaduti sulla rete viaria veronese e vissuti in prima persona da poliziotti, infermieri e vigili del fuoco che si propongono poi come “educatori alla sicurezza”.
Gli incidenti stradali sono inseriti in una presentazione multimediale con metodicità, tenendo propriamente conto delle cause scatenanti, con particolare riguardo alla categoria dei “disturbi dell’attenzione” che, correlati all’elevata velocità, hanno spesso determinato il decesso di una o più persone.
Sul tema delle “stragi del sabato sera”, ma forse sarebbe il caso di definirle solamente di “stragi”, senza relegarle in un arco temporale ben determinato, si parla diffusamente del fenomeno della guida in stato d’ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. 

RELATORI

Poliziotti, infermieri e vigili del fuoco che quotidianamente sono chiamati ad operare sulla strada per soccorrere le persone coinvolte in incidenti stradali. 
Di non meno importanza, anzi fondamentale, il contributo reso da madri, padri, fratelli e sorelle di ragazzi deceduti o gravemente feriti in scontri della strada.

LUOGO DEGLI INCONTRI

Sale polivalenti, teatri, cinema, parrocchie ed ogni altro luogo di aggregazione che consenta l’ampia partecipazione di cittadini, i quali potranno interagire con gli operatori del soccorso, ponendo quesiti e formulando richieste o proposte volte ad aumentare la sicurezza sulle strade e la consapevolezza dei rischi ad essa legati.
Gli incontri, di norma, si svolgono dalle ore 21.00 alle 23.00.

REFERENZE

I relatori, che hanno costituito un solido e affiatato team di lavoro, hanno avviato il progetto per l’insegnamento dell’educazione alla sicurezza stradale nelle scuole superiori denominato “Gli incidenti stradali nella provincia di Verona: analisi, cause, conseguenze e prevenzione”, collaborando con la Provincia, l’ex Provveditorato agli Studi e le Aziende Sanitarie della provincia.
Sono poi stati realizzati numerosi incontri presso Comuni, istituti religiosi e parrocchie della provincia veronese con relativa visibilità sui mass media.